L’alta moda sceglie la viscosa. Genealogia di un tessuto artificiale, ma naturale

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L’alta moda sceglie la viscosa. Genealogia di un tessuto artificiale, ma naturale

Se anche l’alta moda ha sdoganato l’utilizzo di fibre artificiali come la viscosa, perché non puoi farlo anche tu? Sempre più aziende di lusso si affidano a tessuti come la viscosa per la confezione dei propri abiti, soprattutto quelli più eleganti o stravaganti. Il motivo? È presto detto.

Nata nella seconda metà del 1800, la viscosa deve la sua “scoperta” a un chimico francese di nome Hilaire Bernigaud de Chardonnet; è solo qualche decennio dopo, nel 1902, in Inghilterra, che i chimici Cross, Bevan e Beadle decidono di brevettarla.

Per via della sua somiglianza con la seta, la viscosa è stata soprannominata seta artificiale per tantissimo tempo. Il suo principale vantaggio? Somiglia alla seta, sì, ma è molto più economica.

Da dove arriva, dunque, la viscosa? La viscosa è una sostanza prodotta dal legno, dal cotone e dalla paglia che mescolata a cellulosa e altre sostanze chimiche da vita a un prodotto filamentoso simile al cotone e alla seta, nella consistenza e nell’aspetto.

Come ogni tessuto che si rispetti, la viscosa ha i suoi pro e i suoi contro. È un tessuto molto leggero, morbido e particolarmente lucente, soprattutto se esposto alla luce naturale del sole, e a differenza dei materiali prettamente sintetici non crea aloni o cattivi odori durante il suo utilizzo. Certo, la viscosa è uno dei tessuti più delicati presenti in commercio e ciò comporta una particolare tendenza allo “stropicciamento”. Inoltre, è un tessuto fresco, sì, ma più adatto a un clima mito che rigido, perché non è in grado di isolare particolarmente il calore corporeo.

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