Tessuti di qualità: come riconoscerli

Tessuti di qualità: come riconoscerli

I tessuti di qualità contribuiscono in larga parte alla resa di un capo. Non è però sempre facile individuare stoffe che siano realmente pregiate. Il costo elevato, infatti, non è certamente indicativo del pregio. Ci sono allora alcuni fattori da prendere in considerazione per valutare la qualità di un tessuto? Sì.

Un sarto di lunga esperienza o chi si muove nel settore della vendita di tessuti sarà in grado di riconoscere facilmente una stoffa pregiata. Se però non si hanno particolari conoscenze in merito, possono giovare alcune indicazioni. C’è da aggiungere però che per assicurarsi un prodotto di alta qualità è affidarsi ad aziende accreditate, proprio come Alma Tissues.

Come capire se un tessuto è di buona fattura

 

Toccare un tessuto è il primo modo per cominciare a rendersi conto della sua fattura. Il tatto ci dice molto, sui piccoli e sui grandi dettagli. Da questo punto di vista può aiutarci molto anche l’etichetta, obbligatoria per legge. La composizione del capo è riportata proprio lì, così come le indicazioni sul lavaggio. Tra le fibre naturale il cotone, la lana e la seta occupano un posto di spicco. Vediamo come distinguere tra tessuti pregiati o meno.

Cotone di qualità

La qualità del cotone è racchiusa principalmente in tre caratteristiche: lunghezza, resistenza e morbidezza della fibra. Come per tutti i tessuti, l’impatto estetico e tattile sono fondamentali. Un cotone di ottima fattura presenta una trama regolare, non è trasparente, è robusto e resiste a diversi lavaggi. Le tipologie di cotone più pregiato sono il Pima, l’egiziano ed il Sea Island.


Lana di qualità

Il diametro della fibra è indicativo della qualità della lana. Nell’abbigliamento vengono utilizzate le fibre più sottili, che sono anche quelle con un costo più elevato. Le fibre dotate di maggiore spessore vengono invece impiegate per la realizzazione di tappeti.
Per capire se abbiamo a che fare con una lana di qualità, è bene prestare attenzione a due fattori: l’elasticità e la tendenza a formare nippoli (questa è indicativa di un tessuto di scarsa qualità).

Seta di qualità

Il tatto gioca un ruolo fondamentale anche nel riconoscere la seta di qualità. Questa si riconosce dal fatto che si scalda se la si strofina fra le dita. Inoltre, dal momento che i bachi sono tutti diversi gli uni dagli altri, il colore che non si presenterà mai uniforme.
Oggi si riesce con facilità ad imitare la seta con il poliestere, ma ad un occhio allenato la differenza sarà subito evidente. Il colore del poliestere apparirà infatti piatto, molto diverso dunque dai giochi di luce tipici della seta. Infine, la seta di qualità si presta a piegature morbide e armoniose, a differenza del sintetico che produce pieghe più nette.

Trattandosi di fibre molto diffuse sul mercato, il miglior modo per assicurarsi cotone, lana e seta di ottima fattura è affidarsi ad aziende che commercializzano tessuti all’ingrosso per abbigliamento delle più importanti firme italiane.

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